Francesco Ridolfi

psicoterapiaeteatro.it

 

Workshop RESIDENZIALE

tra PSICOTERAPIA e TEATRO

 

 

IO NELL'ALTRO

 

IL TEATRO COME MEZZO PER IL CAMBIAMENTO

 

foto

 

 

Porta la tua storia.

Qualsiasi essa sia,

dimenticala.

Il futuro non esiste se non esisti tu, ora.

Puoi vedere la diversità solo se accetti il cambiamento,

dentro di te.

Respira.

E scegli il prossimo passo da fare.

Non hai scuse.

Ricorda che sei parte di un tutto

che si muove

e che continua ad esistere.

Comunque
[S.G.]

 

Questo fine settimana è dedicato a chi è interessato a conoscere.

Conoscere se stesso\a, attraverso il movimento del corpo e delle emozioni, incontrare altre persone lavorando sulla relazione, sul gruppo, sul contatto.

Lo sguardo dell'altro sul mio essere.

Fare esperienza diretta di sé attraverso gli occhi dell'altro.

 

Cenni Metodologici

 

Il tipo di lavoro che viene proposto si muove ai confini tra teatro, comunicazione, terapia, empatia, energia dei generi, intervento sociale e politica.

Gli strumenti che useremo sono una serie di esercizi e giochi che mirano a sciogliere le meccanizzazioni del nostro corpo/mente/emozione che sono cristallizzate nella cosiddetta maschera sociale.

Il laboratorio teatrale è soprattutto un incontro tra persone ma anche un incontro di linguaggi diversi: è qui possibile sperimentare quella manifestazione linguistica che apre all’integrazione di diverse istanze: corporee, cognitive, emotive, intuitive, creative; sul piano temporale (passato, presente, futuro), sul piano relazionale (io-tu, io-mondo), sul piano corporeo (ascolto e interazione).

Il laboratorio è un luogo separato dalla quotidianità in cui si esplorano modalità altre di relazione caratterizzate da un aspetto rituale e dall’assoluto rispetto dell’immaginario, dell’emotività, dell’espressione dell’altro.

E' uno spazio protetto, di accoglienza e di condivisione dei vissuti, uno spazio di ricerca esperienziale delle proprie risorse, limiti e potenzialità.

Ci occuperemo di ciò che è l'elemento necessario al teatro e alla psicoterapia: l’essere umano considerato nella sua dimensione corporea, emotiva, storica e relazionale

 Il laboratorio è aperto a tutti:

Da chi vuol dedicare la propria vita al Teatro, a chi a teatro non ci ha mai messo piede.
Per coloro che vogliono conoscersi meglio o che vogliono conoscere altre persone.
Per coloro che vogliono sperimentare uno spazio e un tempo stra-ordinario. Diverso
Per chi vuole condividere una sofferenza, una gioia, un’ansia o una paura; ma sempre e comunque un’urgenza.
La possibilità di accogliere persone molto diverse tra di loro è uno dei fondamenti del laboratorio stesso e non c'è conflitto tra teatro e non teatro.

 

QUANDO:

01-02-03 NOVEMBRE 2019

Accoglienza: venerdì 01 novembre ore 14.30

Inizio lavori: venerdì 01 novembre ore 15.00

Fine lavori e saluti: domenica 03 novembre ore 17.30

 

 

DOVE:

 

casa santicchio

 
 
Saremo ospiti del bellissimo rifugio CASA SANTICCHIO, nella VALLE SANTA delle FORESTE CASENTINESI (Arezzo)

 https://www.facebook.com/CasaSanticchio/
 
Un cuoco si occuperà dei nostri pasti (vegetariani, vegani o misti) e dormiremo in bellissime camere.
I nostri ospiti si propongono di offrirci una “serata benessere” dove sarà possibile fare il bagno in piscine riscaldate con davanti un panorama mozzafiato! [quindi portate il costume!!]
 
 
 
QUANTO:

200 EURO Work shop, vitto, alloggio, spuntini, merende e tisane, percorso benessere di una sera.

 

NUMERO MINIMO PARTECIPANTI: 10

 

 

INFO:

 

 RIDOLFI FRANCESCO

3339 46 72 820

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www.psicoterapiaeteatro.it

evento FACEBOOK: https://www.facebook.com/events/3032472783461223/

 

 

 

RIDOLFI FRANCESCO Psicologo-psicoterapeuta.
Psicologo scolastico dal 2010 svolge progetti annuali in vari istituti toscani.

Dal 2011 al 2018 ha lavorato in carcere, prima presso l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo F.no, poi presso la casa circondariale di Firenze e quella Prato.

Supervisore gruppi di lavoro sociale (psichiatria, disabilità, rifugiati, volontariato).

Si occupa di cooperazione internazionale e partecipa come conduttore a progetti europei Erasmus Plus.

Svolge l’attività libero professionale come psicologo-psicoterapeuta (iscritto all’Ordine degli Psicologi della Toscana dal 2007) come terapeuta individuale, di coppia e familiare.

Regista e conduttore di gruppi teatrali e psicoterapeutici, lavora su una possibile integrazione tra il teatro e la psicoterapia. Collabora con diverse cooperative e associazioni, nel ruolo di psicologo e\o di regista teatrale. Concentrato sulla valorizzazione terapeutica e sociale dell'arte, senza per questo rinunciare alla ricerca estetica. L'arte necessaria al cambiamento. Convinto dell'uso sociale e politico dell'arte, come mezzo di relazione e confronto. Oltre che di bellezza.

Lavora nel settore sociale dal 1999, dapprima come operatore-educatore nel settore psichiatrico, successivamente come operatore di strada per la informazione e prevenzione sostanze stupefacenti, e come operatore in contesti di uso e abuso sostanze stupefacenti (rave, festival, discoteche). Dal 2002 con l’approdo al Teatro Sociale e al Teatro dell’Oppresso svolge ogni intervento riguardante questo settore con l’ausilio dell’arte e del teatro. Ha usato questa metodologia in molti settori: psichiatria, disabilità, cooperazione internazionale, contesti di emergenza, con migranti e rifugiati, équipe professionali, scuole (bambini e adolescenti), carcere (sezioni femminili, sezioni protette, Ser.D., maschili, alta sicurezza e Ospedale Psichiatrico Giudiziario), formazione e team-building, mediazione culturale.

[www.psicoterapiaeteatro.it - 339.4672820 – canale Youtube e Facebook: progetto mescolarsi]

 

 

PER ULTERIORI SPIEGAZIONI CLICCA QUI:  IO NELL'ALTRO

 

 

 

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PPLG 2019 Creative Program Teasers

GRENZEN / LIMITES / CONFINI / CUNFIN / BORDERS

Francesco Ridolfi, Bert Van Beek

Italy, Netherlands

In what ways can performance, play and the arts engage and possibly transform the politics

of otherness and antagonism? With their workshop GRENZEN Ridolfi and Van Beek want

to give an opportunity for a multicultural and immersive confrontation with this question through

Theatre of the Oppressed (TO) combined with creative writing. They will address topical issues

that start from the individual history of the participants to get to the social stories of our time,

in particular the great international migratory movements. Sharing their stories, the participants

will alternate between theatrical and writing exercises using both language and their bodies as

vehicles to share emotions, points of view and experiences. This workshop aims to bring the

experience of exploration beyond the assumptions of our age and culture, beyond the sense

of 'right' and 'wrong', beyond the habits of everyday life. Ridolfi and Van Beek want to use social theatre,

TO and creative writing as instruments of investigation and as a meeting place where people have the

opportunity to experience diversity as a value and not as ground for discrimination, playing imaginary

roles or simply staging ones own truth. To effectuate change, we have to connect our personal stories

to the larger stories that embed them. If we look at a picture up close the surface isn ‘t accurate,

but when we move back - there is the accuracy.

Join us!

www.pplg.org

#PPLG2019 #PPLGcommunity

 

 

francesco and bert
 

 

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IL TEATRO NON È INDISPENSABILE.
SERVE AD ATTRAVERSARE LA FRONTIERE FRA TE E ME.

(JERZY GROTOWSKI)

 

LABORATORIO SETTIMANALE

 

“Gruppo del venerdì”

 

TRA TEATRO E PSICOTERAPIA

 

 

 


Dopo una pausa di 3 anni riprende il GRUPPO DEL VENERDI’.

Il laboratorio nasce nel 2008 con i PSI (Impiccio Psico-Sociale), inizialmente come gruppo di Teatro dell'Oppresso (TdO) poi come Primo Laboratorio di Teatro delle Infinite Verità (TdIV).

Dal 2010 organizziamo periodicamente laboratori intensivi, workshop e laboratori settimanali in vari contesti italiani ed europei.


Il metodo usato integra psicoterapia e teatro.
Uno spazio di sperimentazione dove i partecipanti vivono un momento di gioco, di ricerca interiore (profonda o superficiale) dove si sperimentano tecniche teatrali e di autoconoscenza.
Uno spazio di espressione libera e sicura, un ambiente per sognare, per ridere, per piangere, per ri-nascere, per essere e divenire.
Un gruppo dove si sperimenta il “coraggio di tentare”, dove si utilizza tutto il potenziale umano di arte, creatività, memoria, possibilità di comprensione del mondo e dell’altro di cui ogni singolo individuo è portatore.


Il laboratorio è aperto a tutti:

 

Da chi vuol dedicare la propria vita al Teatro, a chi a teatro non ci ha mai messo piede.
Per coloro che vogliono conoscersi meglio o che vogliono conoscere altre persone.
Per coloro che vogliono sperimentare uno spazio e un tempo stra-ordinario. Diverso

Per chi vuole condividere una sofferenza, una gioia, un’ansia od una paura; ma sempre e comunque un’urgenza.
La possibilità di accogliere persone molto diverse tra di loro è uno dei fondamenti del laboratorio stesso e non c'è conflitto tra teatro e non teatro.


Nel laboratorio ci si occupa di ciò che è l'elemento necessario al teatro e alla psicoterapia: LA PERSONA.


“TI STRAPPERÒ GLI OCCHI E LI METTERÒ AL POSTO DEI MIEI

E TU MI STRAPPERAI I MIEI OCCHI E LI METTERAI AL POSTO DEI TUOI.

E VEDRÒ IL MONDO CON I TUOI OCCHI E TU LO VEDRAI CON I MIEI IN UN VERO SCAMBIO E CI INCONTREREMO.”

(J.L. Moreno)


RIDOLFI FRANCESCO: psicologo psicoterapeuta italiano, regista e conduttore di laboratori di teatro sociale e di Teatro dell'Oppresso. Lavora nel carcere di Firenze, nell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo, in scuole e collabora con varie associazioni e cooperative.
Svolge la libera professione di psicoterapeuta.
Si occupa di cooperazione internazionale.

CONTATTI, info e iscrizioni:

ANDREA FRANCESCA  - Collaboratore e tesista del metodo -

334- 81.21.696

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

 

TEATRO E VIAGGIO

 

- LA COSTRUZIONE DI UNA RELAZIONE -

 

per informazioni clicca qui

Teatro e Viaggio 2017 flyer

 

 

 


 

 

 

 

Workshop di teatro dell’oppresso in Guatemala

PROGETTO:

Ogni anno, dal 2009, l’associazione Amka ONLUS organizza viaggi di conoscenza e volontariato nella Cooperativa di Nuevo Horizonte, una comunità rurale di 120 famiglie che si trova nella regione del Petén (Guatemala). Le attività proposte ai volontari sono varie ma tutte caratterizzate da un intenso scambio culturale, intellettuale, o tecnico. Il progetto di teatro dell’oppresso (TdO), grazie ai risultati positivi ottenuti, è ormai alla terza edizione in Guatemala.
Il Guatemala, e in particolare la comunità di Nuevo Horizonte rappresenta un luogo dalla storia recente molto affascinante, dolorosa e ricca di spunti reali per un metodo come quello del Teatro dell’Oppresso.
Il contesto di Nuevo Horizonte è molto fertile e produttivo e crediamo fortemente che questo metodo, nato in Sud-America con obiettivi precisi, può essere un buon mezzo per creare un ponte solido tra l’Italia e il Guatemala. Qui si trovano ideali, motivazioni, necessità, urgenze che nel laboratorio si sono trasformate in azioni concrete, rappresentazioni, riflessioni, proposte che ci hanno convinto della necessità di approfondire questo nuovo percorso di cooperazione internazionale, perché ognuno di noi ha da imparare dall’altro qualcosa di molto importante.

Obiettivi del progetto 2017:

1. Laboratorio di Teatro dell’Oppresso con gli studenti e le studentesse del tercero basico (terza media) volto alla realizzazione del un intervento teatrale (forum o performance) che porti il pubblico (abitanti della comunità) ad essere partecipe dei temi trattati, in modo critico e costruttivo.
2. Teatro d’Animazione nel doposcuola per i bambini e bambine della primaria
3. Formazione e supervisione per gli insegnanti della scuola di Nuevo Horizonte (in loco chiamati facilitatrici/facilitatori) utilizzando varie metodologie tra le quali il Teatro Sociale e il Teatro dell’Oppresso.
4. Formare, sia a livello professionale che umano, un gruppo di volontari che dopo un breve percorso in Italia su tecniche di TdO e cooperazione internazionale vada ad operare e collaborare in Guatemala, con gli studenti della scuola popolare di Nuevo Horizonte e con i facilitatori della scuola popolare.
5. Conoscenza approfondita della Comunità di Nuevo Horizonte con cui AMKA collabora con Amka ONLUS attraverso un’immersione nel contesto.

In Guatemala saranno realizzate riprese VIDEO del progetto, a cura di STEFANO DEI

DESCRIZIONE DEL PROGRAMMA:

PERIODO SVOLGIMENTO ATTIVITA’ IN GUATEMALA: inizio attività a Nuevo Horizonte domenica 20 agosto– fine attività sabato 2 settembre (arrivo all’aeroporto di Città del Guatemala entro sabato 19 agosto)

COSA OFFRIAMO IN GUATEMALA:

1. Un laboratorio di 2 settimane (circa 20 ore di lavoro) di TdO alla scuola popolare di Nuevo Horizonte (scuola secondaria)
2. Un laboratorio di 2 settimane (circa 8 ore di lavoro) di TdO con i facilitatori della scuola popolare (professori della scuola media).
3. Un laboratorio nella scuola primaria di Nuevo Horizonte (circa 16 ore di lavoro)
4. Riunioni d’equipe quotidiane in loco sull’andamento del lavoro e riflessioni sulla metodologia
5. Alloggio in ostello
6. Conoscenza approfondita della storia e dell’attualità della comunità di Nuevo Horizonte attraverso visite ai progetti della comunità e incontri con la popolazione locale
7. Possibilità di partecipare a un viaggio solidale tra Messico e Guatemala nel fine settimana del 19/20 agosto. Un progetto che sostiene la Comunità La Tecnica Agropecuaria (La Libertad, Petén). (Non compreso nel costo del corso)

COSA OFFRIAMO IN ITALIA:

1. Tre incontri telematici giovedì 13 aprile, 22 giugno, 13 luglio dalle 19:30 alle 21 su:
• Organizzazione del viaggio
• Storia del luogo dove andremo a lavorare
• Teatro dell’oppresso
2. Follow-up in Italia e possibili sviluppi
3. TESSERA associativa, SHOPPER E CALENDARIO AMKA
4. 2 MAGLIETTE AMKA
5. SUPPORTO PER ACQUISTO BIGLIETTI E ASSICURAZIONE

REQUISITI PER LA PARTECIPAZIONE:

Per partecipare al programma TdO in Guatemala, la persona deve:

• Avere più di 18 anni
• Avere una conoscenza base della lingua spagnola
• Mostrare forte motivazione, spirito d’iniziativa, capacità di adattamento, curiosità e rispetto per culture diverse dalla propria

ISCRIZIONI:

Le iscrizioni sono aperte fino al 29 marzo 2017. Per iscriversi inviare una mail con breve lettera motivazionale a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro il 29 marzo.

Gli iscritti saranno contattati subito dopo la scadenza (29 marzo) per effettuare il versamento della quota entro i termini stabiliti da AMKA. Dopo essere stati contattati, il pagamento può essere effettuato con un unico versamento di 300 euro entro il 7 aprile.

Numero di iscritti: minimo 9 e massimo 15.

COSTI:

la quota per ciascun partecipante è di 300 Euro. La quota include:

• La formazione su metodologia e tecnica di Teatro dell’Oppresso (a cura di Francesco Ridolfi ) e la formazione su approcci di cooperazione internazionale allo sviluppo e contesto in Guatemala (a cura di Amka Onlus).
• Supporto da parte di Amka Onlus nella preparazione al viaggio (acquisto biglietti, eventuale assicurazione sanitaria, consigli pratici)
• Coordinatore logistico locale, che faciliti il soggiorno a Nuevo Horizonte, a disposizione per qualsiasi necessità o problema
• Alloggio nell’Ostello di Nuevo Horizonte (14 notti)
• Visita guidata del Bosque de La Vida a Nuevo Horizonte
• Visita guidata dei progetti comunitari di Nuevo Horizonte (Progetti Agricoli, Allevamento bovini, Piscicultura, Scuola Popolare, Foresteria, Turismo Responsabile) e dei progetti di AMKA ONLUS
• Tessera socio AMKA Onlus
• 2 magliette, una shopper e un calendario di AMKA ONLUS

La quota non include:

• il biglietto aereo (800-1300€ circa)
• assicurazione sanitaria (Non obbligatorio 20 euro circa)
• vitto nelle famiglie per 14 giorni (120 euro circa)
• trasporto (da Città del Guatemala a Nuevo Horizonte A/R circa 40 euro)

PER ISCRIZIONI E INFORMAZIONI SUL PROGETTO:
Donatella Ferraro
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
320-61.05.614
AMKA ONLUS
Viale Delle Medaglie D’Oro 201, Roma
06/64760188
www.amka.org

Scarica il PDF del progetto

 

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 Mescolarsi.


Un progetto nato nel 2013 per capire cosa diventa l'umanità in situazioni estreme.

Non ci basta leggerlo sui libri, non ci basta guardare televisione o video sul web. Non ci bastano i

giornali.

Non ci bastano i contatti FB di amici siriani, nigeriani, nigerini, senegalesi, iracheni, afgani che

descrivono l’agonia di una morte viva.

Non ci bastano le nostre calde case e le tavole imbandite.

Vogliamo capire cosa succede a pochi km da dove siamo nati.

Vogliamo capirlo toccando i corpi di chi ha vissuto.

Vogliamo capirlo emozionandoci con coloro che hanno provato ciò che i nostri nonni hanno vissuto.

Vogliamo capirlo vedendo, annusando, ascoltando.

Vogliamo viverlo sulla nostra pelle, mettendo a disposizione le nostre competenze: il teatro, la

psicologia, l’architettura, le riprese video e una grandissima passione per il gruppo.

Questo è quello che sappiamo fare.

Perché crediamo di poter cambiare qualcosa, almeno dentro noi stessi. Perché vogliamo almeno

tentare di sfiorare qualche sentimento, qualche anima, qualcuno che, suo malgrado è nato in una parte

del mondo dove non è possibile essere liberi come in Europa.

Vogliamo capire cosa significa non avere quell'oggetto fatto da “due pezzi di cartone con 32 pagine”,

chiamato Passaporto, che non ti permette di andare dove vuoi.

Vogliamo capire uno studente di 22 anni che deve lasciare la propria università, perché è stata

bombardata.

Vogliamo capire una famiglia di due genitori con tre figli che deve vivere in una tenda al freddo,

mendicando per un futuro, quasi senza più nemmeno la speranza.

Vogliamo capire perché migliaia di persone rischiano la vita per attraversare il deserto e il mare,

vogliamo capire perché da altre parti del mondo piano piano si muore senza trovare la forza di ribellarsi.

Vogliamo capire, vogliamo provare, vogliamo sentire.

Non vogliamo rimanere fermi, bloccati dalla paura e dal pregiudizio, perchè l’unica cosa che sappiamo

fare è mescolarsi.

 

 

Video Teatro a Softex, campo profughi a Salonicco – GR – (3.43 minuti)

 

https://www.youtube.com/watch?v=jm-eI8APg5M&t=1s

 

 

 

Video Softex, campo profughi a Salonicco – GR – ( 2.18 minuti)

 

https://www.youtube.com/watch?v=KTH9-2OYWtE

 

 

Video GRENZEN – Laboratorio di 4 giorni in Svizzera presso Tojo Theater Reitschule (7 minuti)

 

https://www.youtube.com/watch?v=ApD7gdIpmeg

 

 

Video Teatro dell'Oppresso a Nuevo Horizonte, Guatelama – Tdo NH ( 4 minuti)

 

https://www.youtube.com/watch?v=K25VAFbRh7Y

 

 

 

Video Teatro dell'Oppresso a Nuevo Horizonte, Guatemala – Tdo NH 2015 (23 minuti)

 

https://www.youtube.com/watch?v=XOiuemcYuSA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Video del laboratorio GRENZEN:

 

https://youtu.be/QsXJGf6bMaA

 

 

 

 

Maggiorni informazioni sulla pagina ---- EVENTI - NOVITA' ---- STAGE - GRUPPI - LABORATORI. Clicca qui.

 


 

 

 

 

 GLI OPPRESSI DELLA TERRA

 

Racconto del progetto di Teatro dell’oppresso nella Scuola Popolare di Nuevo Horizonte

 

PETEN, GUATEMALA

 

 

 

 Video del progetto TDO NH 2015:

 

https://youtu.be/ECTvZ1EH1Do

 

 

 

 

 

Il mese scorso Francesco Ridolfi, psicoterapeuta ed esperto di Teatro Sociale, ha condotto insieme ai ragazzi del tercero basico (la terza media) della Scuola Popolare di Nuevo Horizonte un laboratorio di “Teatro dell’oppresso (TdO)”.

Gli studenti (15-19 anni di età), dopo due settimane di incontri volti a creare fiducia e coesione emotiva nel gruppo, hanno costruito un “Teatro Forum” sul tema dell’alcolismo e della violenza famigliare, che è stato presentato all’intera comunità di Nuevo Horizonte.

Riportiamo di seguito alcune riflessioni di Francesco su questa esperienza:

 

 

 

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01-settembre-2014

Si è concluso da pochi giorni il laboratorio di TdO, iniziato circa un mese fa, con gli studenti del tercero basico (15-19 anni) della comunità di Nuevo Horizonte, Peten – Guatemala.

Il teatro è stato uno strumento per entrare velocemente nella vita della comunità, nei conflitti, nei problemi quotidiani e non, nella bellezza che tiene unità una comunità di ex-guerriglieri e nella vita dei loro figli. Il teatro come mezzo per creare fiducia e rispetto oltre che discussione sopra temi importanti. Due culture che si sono incontrate nello spazio scenico e laboratoriale, uno spazio stra-ordinario dove è possibile calarsi nei panni dell’altro limitando il più possibile il giudizio e permettere l’emersione di ciò che opprime oggi i giovani figli dei rivoluzionari che hanno messo a disposizione di un ideale la loro vita.

Dieci studenti, cinque volontarie italiane, una fotografa, un’osservatrice e un conduttore: questo il gruppo che in poco meno di un mese ha creato uno spettacolo-forum su una tematica dolorosa che oggi colpisce il villaggio.

Il Teatro dell’Oppresso rappresenta una forma di educazione popolare basata sulla comunità, che usa il teatro come strumento per il cambiamento sociale a livello individuale, locale e globale. Progettato per i non-attori, il linguaggio universale del teatro risulta un mezzo per indagare la vita da parte di persone e comunità intere, di identificare i loro sogni e reinventare il loro futuro. Il Teatro dell’Oppresso invita al pensiero critico e al dialogo: a Nuevo Horizonte abbiamo trovato tutti i requisiti di cui il TdO ha bisogno: una scuola popolare che ci ospitasse, una comunità fortemente unita che necessita di affrontare problemi tipici delle situazioni post-belliche, la volontà di cambiamento e la giusta energia per affrontare la sofferenza che questo può comportare.

Il lavoro si è diviso in 5 fasi:

  1. Formazione del gruppo composto da volontari Amka e studenti della scuola popolare, presentazione della metodologia TdO e della conduzione.

Inizialmente sono stati usati giochi ludici per creare un luogo e uno spazio in cui trovare accoglienza, confronto e principalmente desiderio di essere presenti.
Poi, attraverso giochi di fiducia ed esercizi di sensibilizzazione emotiva, senza difficoltà si è potuto creare intimità di gruppo, coesione e unicità di intenti.

  1. L’inizio del vero lavoro teatrale.
    Si è proposto al gruppo, che a questo punto era molto affiatato e compatto, di trovare alcuni temi problematici della terra che ci ospitava e di analizzarli attraverso le tecniche proprie del teatro sociale e del TdO.
    Le tematiche emerse erano molto reali e anche la sofferenza che queste si portano dietro è molto reale e di impatto, ma il livello di coinvolgimento emotivo di ogni componente del gruppo e la neonata fiducia hanno creato un setting molto robusto e atto a contenere sofferenze vissute in prima persona dagli studenti e studentesse che hanno partecipato al laboratorio.
    Vista la alta responsabilità e il desiderio di essere in prima linea nella lotta alle difficoltà quotidiane di alcuni partecipanti, ripeto perché importante, figli di ex-guerriglieri della lotta armata ribelle, è stato possibile formare tecnicamente una persona del gruppo al ruolo di Jolly (TdO) e all'interazione teatrale con il pubblico. Per la prima volta nella mia esperienza di conduttore di gruppi di TdO ho visto un Jolly con solo pochi giorni di formazione alle spalle maneggiare con tale cura e professionalità il momento del confronto con il pubblico, con paura e insicurezza certo, ma con un’enorme desiderio di essere al posto in cui si trovava. Il risultato è stato sorprendente. Età: 15 anni. Genere: femminile. Nome: Wendy.
  2. Trovata la tematica di comune interesse, abbiamo assemblato le scene teatrali sulle quali avremmo proposto al pubblico, l’intera comunità di Nuevo Horizonte, una discussione teatrale, propria del teatro forum.
    Le tematiche affrontate, che sono state interamente proposte dai giovani della scuola: alcolismo, violenza familiare e maltrattamento dei minori.
  3. Teatro-forum. La sera alle 18, Salone de la Joventud, uno spazio comune della cooperativa.
    Miriade di bimbi, cani, tante famiglie e poca abitudine al teatro: un gran chiacchiericcio e inizialmente poca attenzione allo spettacolo. Ma una gran bella atmosfera: autentica, senza veli, con i vestiti del lavoro, una vera occasione per parlare, confrontarsi, ritrovarsi.
    Come capita a volte in teatro, il pubblico si aspettava uno spettacolo comico e infatti, anche se non c’era niente da ridere, durante la prima scena è stato un susseguirsi di risate, commenti ironici e curiosità. Tutto è cambiato quando si è capito qual era l’argomento.
    La prima scena rappresentava due momenti di vita quotidiana, alternanti fra di loro: il pub del villaggio al termine della giornata lavorativa, in orario di cena, e la famiglia, senza il padre, a cena. La scena terminava con il padre, che arriva a casa con un amico a cui piace la figlia, che picchia la madre che a sua volta non vuol far toccare la figlia da un adulto.
    Nella seconda scena si vedevano i figli, in un momento di relax come ad esempio può essere l’intervallo a scuola, presi in giro da un compagno che la sera prima ha visto il padre barcollare completamente ubriaco.
    La terza scena vedeva tutta la famiglia a tavola e i figli che si lamentano con il padre, per la sua mancanza di attenzione nei confronti della famiglia, del fatto che spende tutto al pub e loro non hanno soldi per niente, nemmeno per la scuola. Il padre si inginocchia di fronte a tutti e chiede perdono, dice che non lo farà più e che è fortemente pentito. Entra in scena la nonna che dice che lo ha sentito troppe volte parlare in questo modo e che l’unica cosa giusta da fare sarebbe che sua figlia, moglie dell’ubriacone, lo lasciasse.
    Termina lo spettacolo una lettura su “come i ragazzi vorrebbero fosse la loro famiglia” e l’oppressore ubriachissimo che barcolla tutto intorno.

    Il forum ha visto molti interventi, principalmente di figure femminili. E’ andato avanti per circa un’ora e mezzo

    La serata si è conclusa con l’intervento di una rappresentante di “Dejando Huellas”, un movimento di sole donne di Nuevo Horizonte che combatte per l’emancipazione femminile e un intervento memorabile del ex- comandate della FAR (comandante in jefe Fernandez)       che nonostante l’incalzante morbo di Parkinson ha commosso tutti quelli che erano rimasti fino alla fine e una bella nota conclusiva di un ex-guerrigliero da prima linea (Pavel).
  4. Il giorno dopo lo spettacolo il gruppo si è ritrovato per l’ultima volta per trarre conclusioni e per salutarsi.

Aver avuto la possibilità di lavorare con questo gruppo è stato una gran fortuna.

Aver avuto la possibilità di entrare dentro la comunità con tal vigore e profondità è stata una gran fortuna.

Aver avuto la possibilità di conoscere persone con un passato così doloroso che mantengono così alto il desiderio di continuare a combattere anche se con un nemico invisibile è stata una gran fortuna.

Aver avuto la possibilità di mettere le mie conoscenze a disposizione dei figli dei guerriglieri è stata una gran fortuna.

Aver avuto la fortuna di incontrare Nuevo Horizonte è una possibilità che non intendo lasciar cadere.

 

 

 

riri tdo NH 2015 

 

 

 

 

 

 

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OPG MURI 2013

 

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

Antonio Gramsci 11 febbraio 1917

 

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 OPG MURI 2012  

 

COSA MUORE E COSA NO, ALL'INTERNO DI UN ESSERE UMANO IN UNA CONDIZIONE DI PRIVAZIONE DI LIBERTA' FISICA E MENTALE?    

 

E' questa la domanda che ha guidato la produzione della performance teatrale.  

 

 

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OPG MURI 2011

 

 

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Il progetto "MURI" nasce nel 2011 con l'intento di sviluppare la teatralità umana in un'istituzione totale come l'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino.

 Tecniche di narrazione autobiografica e di scrittura creativa insieme a quelle più proprie della pedagogia teatrale e della psicodinamica sono state al centro del percorso laboratoriale.   

 

 

 

 

 

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