Francesco Ridolfi

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WORKSHOP DI TEATRO DELL'OPPRESSO


19-20-21-22 LUGLIO 2012


ZARA - CROAZIA


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WORKSHOP DI PRIMAVERA


TRA TEATRO E PSICOTERAPIA


18-19-20 MAGGIO 2012


- vedi sotto per maggiori informazioni -


                                                         

                                             






 

 

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WORKSHOP DI TEATRO DELL’OPPRESSO

 

19-20-21-22 LUGLIO 2012



Il Teatro dell'oppresso (TdO) nasce negli anni '60 in Brasile, ad opera di Augusto Boal, direttore del Teatro Arena di Saõ Paulo. Si basa su una precisa presa di posizione, a favore degli "oppressi" e, parallelamente a Paulo Freire, su un lavoro di coscientizzazione. Per conseguire questo scopo, Boal elaborò varie tecniche (teatro giornale, teatro forum, teatro immagine, teatro invisibile e teatro legislativo) in grado di valorizzare la cultura dei contadini. Tutte, a vari livelli, cercano di de-professionalizzare il teatro, rompendo la barriera attore-spettatore. Usato come strumento maieutico, e non come catarsi, questo teatro fa scaturire i grandi problemi sociali e collettivi. Un suo peculiare aspetto resta comunque il lavoro sul corpo per sciogliere le maschere muscolari e l'attivazione di un pensiero "per immagini". Il TdO si basa sull'esplicitazione di conflitti interpersonali e sociali. Il TdO cerca soluzioni al conflitto; è il gruppo stesso che le ricerca e le mette in pratica, seppure in uno scenario teatrale; qui l'ipotesi è che la "recita" di una soluzione può stimolare ad agire anche nella vita quotidiana. Il conflitto viene così valorizzato perché permette all'oppresso di liberarsi dall'oppressione.

 

QUANDO: 19-20-21-22 luglio 2012

 

DOVE: ZARA – Croazia

 

COSTO: 80 euro


Conduttore: FRANCESCO RIDOLFI

Psicologo - Psicoterapeuta, esperto e formatore di teatro sociale, si è formato con Rui Frati direttore del Theatre de l'Opprime di Parigi. Da vari anni usa il metodo di TdO per gruppi di formazione, per analisi di contesti sociali e soluzioni di conflitti.

Info: mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.     cell: 329-986.70.93

    

SCADENZA ISCRIZIONI: DOMENICA 1 LUGLIO

 



 

WORKSHOP- KAZALIŠTE POTLAČENIH

 

 

 

19-20-21-22 SRPNJA 2012


 

Kazalište potlačenih se javlja u Brazilu 60-ih godina kao djelo Augusta Boala, redatelja kazališta Arena u São Paulu. Temelji se na preciznom uzimanju stava sa strane „potlačenih“ i, paralelno s radom Paula Freirea, na radu konscientizacije. Da bi postigao taj cilj, Boal je razvio razne tehnike (Novinsko kazalište, Forum kazalište, Kazalište slika, Nevidljivo kazalište i Legislativno kazalište) koje su mogle dati vrijednost seoskoj kulturi. Sve se ove tehnike, na raznim razinama, trude deprofesionalizirati kazalište, slamajući barijeru između glumca i gledatelja. Ovo kazalište, korišteno kao majeutički instrument- ne kao katarza, dopušta izbijanje velikih društvenih problema. Njegov posebni aspekt ostaje uvijek rad na tijelu (da bi se razbile mišićne maske) i aktivacija misli „u slikama“. Kazalište potlačenih se osniva na očitovanju interpersonalnih i društvenih konflikata, traži rješenja na konflikt (sama grupa ih traži i izvršava), iako se radi o kazališnom scenariju. Glavna pretpostavka je da „odglumljeno“ rješenje može potaknuti na djelo i u svakodnevnom životu. Na taj način se pridaje vrijednost konfliktu jer dopušta potlačenom da se oslobodi potlačenosti.

 

 

KAD: 19-20-21-22 srpnja 2012


 

GDJE: ZADAR


 

CIJENA: 80 eura (600 kn)


 

Voditelj: FRANCESCO RIDOLFI
Psiholog- psihoterapeut, stručnjak i edukator društvenog kazališta, educirao se kod Rui Frati (redatelja pariškog Théâtre de l'Opprimé). Godinama koristi metodu Kazališta potlačenih u edukacijskim grupama, za analizu društvenih konteksta i rješenja konflikata.

 

 

Info: mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.    mob: 329-986.70.93  


 

 ROK UPISA: NEDJELJA 1. SRPANJ

 

 

 

                                                      
HVALA VAM ŠTO PROSLJEĐUJETE VAŠIM KONTAKTIMA KOJE SMATRATE ZAINTERESITRANIMA.



Za više informacija o kazalištu potlačenih na hrvatskom jeziku klikni ovdje.


 

For more information, on Theatre of the Oppressed, in english, click here.

 

 

 




WORKSHOP DI PRIMAVERA


TRA TEATRO E PSICOTERAPIA


18-19-20 MAGGIO 2012

 

WWW.PSICOTERAPIAETEATRO.IT

 

"IL TEATRO NON È INDISPENSABILE. SERVE AD ATTRAVERSARE LA FRONTIERE FRA TE E ME".

(JERZY GROTOWSKI).


Il laboratorio teatrale è uno spazio protetto di sperimentazione dove i partecipanti vivono un momento di gioco, di ricerca, profonda o superficiale, dove si sperimentano tecniche teatrali e di conoscenza di sé e dell’altro.

E’ un’occasione per creare un luogo simbolico in cui recuperare il senso della propria esperienza attraverso la scoperta di nuovi linguaggi e la relazione con l’altro.

Ci occuperemo di ciò che è l'elemento necessario al teatro e alla psicoterapia: l’essere umano considerato nella sua dimensione corporea, emotiva e relazionale.

Il laboratorio è aperto a tutti gli adulti di ogni sesso, razza ed estrazione sociale!

 

Le discipline che maggiormente influenzano questo metodo sono:

 

 Discipline teatrali: Teatro sociale, Teatro laboratorio di Jerzy Grotowski,Sistema Stanislavskij,Teatro dellOppresso.


Discipline psicoterapeutiche: Gestalt Therapy,Psicodramma Moreniano,Training Autogeno, Bioenergetica.

 

 

 

I CONDUTTORI

 

FRANCESCO RIDOLFI

Psicologo - Psicoterapeuta, esperto di teatro sociale, conduce laboratori teatrali e gruppi psicoterapici con bambini, adolescenti, adulti e in contesti di forte disagio (O.P.G.). Collabora con varie scuole nel ruolo di psicologo scolastico. Collabora con la Scuola di Teatro Sociale ISOLE COMPRESE di Firenze. Conduce gruppi di formazione con il metodo del Teatro dell'Oppresso. Ha uno studio di psicoterapia e consulenza psicologica a Bibbiena (AR)e a Firenze.

BENEDETTA CIOTOLI

Psicologa e psicoterapeuta della Gestalt con una formazione in teatro sociale. Lavora in ambito sociale nel campo delle dipendenze da sostanze psicotrope, conduce laboratori teatrali con adolescenti e adulti in situazioni di disagio e sofferenza psicologica (O.P.G.). Conduce gruppi di formazione con il metodo del teatro dell’Oppresso. Ha uno studio di psicoterapia a Firenze.

 

 

ORARI:

 

VENERDI': 15 - 19

SABATO: 09.30 - 13.30   15 - 19

DOMENICA: 09.30 - 13.30    15 - 18

Decideremo in gruppo se lavorare anche il venerdì sera e il sabato sera.

 Lo stage si svolgerà a Bibbiena (AR).

Saremo isolati ed immersi nel verde in una casa colonica nella vallata del Casentino. Il pernottamento, non obbligatorio, sarà in camere multiple nella casa dove lavoreremo.

 

 

 

Si necessita di un numero minimo di 8 partecipanti.


Per iscrizioni ed info:


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339-46.72.820 RIDOLFI FRANCESCO

347-18.44.290 CIOTOLI BENEDETTA


COSTI:

Stage: 120 euro

Pernottamento in camere multiple e vitto (non obbligatorio): 100 euro


SCARICA IL FILE PER AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI:   clicca QUI

 

 


GRAZIE PER INOLTRARE AI VOSTRI CONTATTI CHE RITENETE INTERESSATI.


 Questa mail non è uno spam ed è stata inviata in ccn a scopo informativo e promozionale. E' stata spedita al vostro indirizzo in quanto inserito nel nostro indirizzario. A norma del decreto legislativo 196 del 30 giugno 2003 "tutela della privacy abbiamo reperito il vostro indirizzo e-mail navigando in rete o da e-mail che l'hanno reso pubblico o, ancora, in quanto fornito da voi stessi. Se le informazioni che vi inviamo non fossero per voi interessanti e/o se vi arrecassero disturbo vogliate gentilmente scusarci: nel caso potete inviarci una mail vuota con la dicitura "cancellami" nella casella oggetto. Provvederemo immediatamente alla rimozione dei vostri dati dalla nostra mailing list.

 

 

 

NUOVE STRATEGIE OCCUPAZIONALI: LABORATORI DI TEATRO

Conosciamo gli effetti benefici che il laboratorio teatrale ha sugli adolescenti, sui carcerati, sulle persone con disagi psichiatrici. Conosciamo gli effetti terapeutici del laboratorio teatrale, dell'arte. Sappiamo che l'esperienza artistica può curare.

Il Teatro delle infinite Verità [TdiV] è un metodo che si basa proprio su questa forte convinzione: il teatro e l'esperienza artistica possono essere ottimi mezzi psicoterapeutici e socio-terapeutici.

Ma trovarci tra le mani dati in cui si afferma che il teatro - e il laboratorio teatrale - ci può aiutare a superare la crisi, nello specifico quella del lavoro, proprio ci riempie di gioia.

Agli esperti del settore teatrale non sorprenderà tanto quanto ha sorpreso coloro che lavorano nei jobcenter.

In Germania, a coloro che sono disoccupati, non vengono più proposti nuovi corsi di specializzazione, formazione professionale, stage o tirocini - che spesso risultano essere veri e propri lavori non retribuiti, almeno in Italia - ma corsi di teatro. Partecipare a laboratori teatrali per trovare lavoro, con l'ottica di sviluppare la personalità, di implementare le proprie competenze relazionali, le proprie potenzialità.

Attenzione, non sto parlando di occupazione in campo artistico - quantomeno non necessariamente.

Il progetto JobAct, iniziato 5 anni fa - creato dall'imprenditrice sociale Sandra Schurmann e dal suo socio Simon Rieser e che va avanti grazie a finanziamenti statali e privati - ha coinvolto 39 città tedesche e varcato i confini nazionali per essere riprodotto in Spagna, in Turchia e a breve in Olanda. Una strategia anticrisi vincente e creativa che ha attratto anche gli Stati Uniti: la banca americana JP Morgan ha infatti investito nell'iniziativa 3 milioni e mezzo di dollari, come scrive il giornalista di Repubblica Simone Porrovecchio.

Nei laboratori di JobAct si impara a recitare, a fare arte, si impara a concepire l'artista come un artigiano di sè, della società: si impara a costruire intellettualmente ma anche manualmente. Si impara in sintesi a tirare fuori le idee, a sviluppare la propria individualità, a capire come reinventarla. Obiettivo: impiego professionale.

Vedendo il proprio talento in azione, atto primo atto dello spettacolo è la riappropriazione della speranza e l'ottimismo, il finale la gioia nell'arrivo di un tanto atteso posto di lavoro.

Sempre citando Porrovecchio, i partecipanti ai "tirocini" organizzati da JobAct trova lavoro nel 65.5% dei casi nei successivi 10 mesi dalla fine del corso . Sto parlando di parrucchieri, meccanici, liberi professionisti, artisti. Impieghi calibrati sulle proprie competenze, sugli studi fatti, sui desideri, le aspettative dei giovani partecipanti.

Implementare le proprie potenzialità, elaborare le frustrazioni, cercare il cambiamento, imparare l'ottimismo, la criticità. Conoscere se stessi, prendere coscienza dei propri desideri, pianificare il proprio futuro. Questo può essere il laboratorio teatrale, e l'imprenditrice sociale Sandra Schürmann lo ha capito bene, ideando il progetto JobAct, creando una vera e propria rivoluzione nel mondo del lavoro tedesco.

Dove non riescono le agenzie di collocamento il teatro ha successo e i giovani disoccupati tedeschi imparano, calcando le scene, a interagire con gli altri, a sviluppare criteri di autovalutazione, imparano la creatività e la propria unicità.

Come succede molto spesso nei laboratori di teatro sociale [teatro e adolescenza, teatro e psichiatria, teatro e carcere] l'impatto è sempre piuttosto difficile e scettico: non è immediato per i partecipanti - e in generale per tutti coloro che non hanno mai partecipato ad un laboratorio teatrale - capire cosa ha a che fare il teatro con la qualità della vita e la formazione professionale. Come spiega uno dei menager del progetto, Simon Rieser, dopo un mese la percezione dei partecipanti è completamente cambiata e i partecipanti capiscono benissimo come il teatro possa aiutarli.

"JobAct incarna un principio educativo che mette al centro non tanto la qualifica professionale, quanto lo sviluppo della personalità", sottolinea Sandra Schürmann.

In una nazione come l'Italia dove l'investimento culturale è ormai tendente allo zero, storie come questa sembrano favole, non realtà.

Nel presente nessuno può negare che la creatività è alla base di ogni successo, sia professionale che personale. Come possono i nostri politici, i nostri amministratori e coloro che finanziano i progetti continuare a credere che non ci sia bisogno di innovazione, creatività, idee nuove in tutti i campi?

Il laboratorio teatrale è una fucina di creatività, di nuove idee. Una vera e propria palestra di vita. Un vulcano pronto ad eruttare innovazione.

Studenti e giovani - più o meno - adulti super specializzati, con curricula scolastici infiniti, una generazione iper-specializzata ma senza lavoro. Come è possibile?

Certo, l'Italia non è la Germania, ma i disoccupati e gli amministratori qualcosa possono pure imparare: il cambiamento. Pensare diversamente, azzardare nuove strade, creare, partorire nuove idee.

Tutto ciò lo possiamo progettare all'interno del laboratorio teatrale.

Francesco Ridolfi

www.psicoterapiaeteatro.it

 

 

 

Progetto LOVE – Le Opposte Verità

 

Presentazione del percorso

“La mediazione del conflitto”


 

www.coopcat.it


 

 

 

“La mediazione del conflitto”, seconda linea del percorso formativo sul bullismo, destinato ad insegnanti, personale non docente, educatori, operatori sociali, prevede un laboratorio teatrale della durata di 30 ore.

 L’utilizzo del teatro come metodologia formativa risponde all’esigenza di lavorare attraverso l’esperienza su una tematica, il bullismo, che tocca in modo profondo i vissuti e le dinamiche relazionali delle persone coinvolte, non solo i ragazzi (protagonisti e vittime), ma anche coloro chi verso i ragazzi ha un ruolo educativo.

 

Il laboratorio propone uno spazio nel quale verranno esplorati i vissuti, le difficoltà e le possibili strategie utili nelle situazioni conflittuali, attraverso strumenti che appartengono in particolare al metodo del Teatro dell’Oppresso (TdO) ideato da Augusto Boal.

 Il lavoro di Boal nasce come forma di educazione popolare orientata allo smantellamento delle ingiustizie sociali nel Brasile degli anni Sessanta, tramite un uso sociale dell’arte per analizzare e trasformare la realtà.

 Negli anni successivi, e con l’incontro di Boal con le società occidentali, il TdO si ridefinisce nelle sue forme per affrontare nuove oppressioni e nuovi conflitti. L’obiettivo rimane quello di usare il linguaggio teatrale per sviluppare la capacità che ognuno possiede di conoscere il mondo reale e trasformarlo.

 Questa metodologia viene utilizzata da C.A.T. Cooperativa Sociale con gruppi di studenti delle Scuole Superiori dal 2006, con ottimi risultati, come strumento di rielaborazione di dinamiche conflittuali, problemi di integrazione, difficoltà di comunicazione intergenerazionale.

 La scelta di proporla come metodologia formativa agli adulti di riferimento viene dalle grandi potenzialità che ha dimostrato nell’abbattere i blocchi comunicativi, rimuovere i preconcetti, e lavorare in profondità su un problema confrontando le diverse prospettive dei partecipanti.
Il laboratorio punta a stimolare nei partecipanti lo sviluppo di competenze interpretative e comunicative, utili ad affrontare situazioni difficili sul piano relazionale, non attraverso la trasmissione di informazioni teoriche, ma attraverso lo scambio, la condivisione di esperienze e vissuti e la ricerca collettiva di soluzioni adeguate.

 Nel TdO è il gruppo che drammatizzando le situazioni e sperimentandole attivamente cerca in se stesso le risposte.
 

All’interno del laboratorio in particolare verranno utilizzati:

  • Tecniche di sensibilizzazione ed ascolto del proprio corpo per sciogliere le rigidità corporee e percettive.
  • Giochi e attività finalizzate ad approfondire la relazione, favorire la coesione del gruppo, l’ascolto di sé in rapporto all’altro, la fiducia e il rispetto del contesto.
  • La drammatizzazione di situazioni critiche per sviluppare capacità di analisi e visione prospettica di un problema.
  • Strumenti propri della metodologia teatrale indirizzati a promuovere la sperimentazione di altri linguaggi e possibilità comunicative verbali e non verbali.


 

CONDUTTORI:

 

Francesco Ridolfi e Benedetta Ciotoli: Psicologi-Psicoterapeuti, esperti in Teatro Sociale. Dal 2005 conducono laboratori con adolescenti e adulti in diversi contesti (scuola, comunità, Ospedale Psichiatrico di Montelupo Fiorentino).





      LABORATORIO SUL TEATRO DELL’ OPPRESSO

                  SCUOLA TEATRO SOCIALE

       TEATRO 334 VIA DI BROZZI 334 FIRENZE

                25-26-27  NOVEMBRE  2011

 

Il Teatro dell'oppresso è un metodo teatrale che comprende differenti tecniche create dal regista brasiliano Augusto Boal. Le accomuna l'obiettivo di fornire strumenti di cambiamento personale, sociale e politico per tutti coloro si trovino in situazioni di oppressione.
Ispirato alle idee di Paulo Freire ed al suo conosciuto trattato, La Pedagogia degli Oppressi, Il Teatro dell'Oppresso nasce in Brasile a partire dagli anni '60 , in un clima di lotte operaie e contadine. In origine questo metodo era un mezzo per rendere coscienti le persone rispetto ai conflitti sociali. Nel suo passaggio in Europa il teatro dell'oppresso è stato utilizzato per lavorare sui conflitti personali.
Il teatro e la recitazione hanno qui il fine di rappresentare le oppressioni quotidiane con l'intento di trovare strategie per la trasformazione dei conflitti.
Uno dei motivi della popolarità del TdO è l'idea di attivare lo spettatore ponendolo al centro del lavoro teatrale, al fine di includere differenti rappresentazioni della realtà ed esplorarne possibili trasformazioni in forma creativa e socializzata.

Nello stage verranno affrontate principalmente due tecniche di presentazione al pubblico tipiche del TdO:

- Lo spettacolo-forum;

- Il teatro invisibile.

Particolare attenzione sarà data alla figura del Jolly ed alcuni dei partecipanti avranno la possibilità di sperimentarsi in questo ruolo durante dello stage, in un contesto protetto dove gli spett-attori saranno i colleghi di lavoro.
L'intento sarà quello di costruire due semplici e brevi forum da realizzare all'interno del gruppo di lavoro. Gli attori di uno, saranno gli spett-attori dell'altro.

Orari : venerdi 15-19 sab e dom 10-13/14-19

Sede: TEATRO 334 VIA DI BROZZI 334 BUS 35 da PIAZZA STAZIONE FIRENZE

COSTO:€ 90 + 10 tessera associativa da versare tramite vaglia postale Intestato a ASSOCIAZIONE TEATRO 334 via dell'Orto 17 50124 FIRENZE specificando la causale del versamento.
Oppure
BONIFICO BANCARIO ASS.TEATRO 334
UNICREDIT BANCA AG Firenze IT 98 I 03002 02807 000003661964
Verzaia
specificando causale del versamento.
Informazioni e prenotazioni: 055 229769 - 3388403546

 

 

Ridolfi Francesco 36 anni.

Si è formato, per ciò che riguarda il TdO, con Rui Frati e Michele Redaelli.

Impegnato nella ricerca e nella sperimentazione d'una possibile integrazione tra Teatro, Arte e Psicoterapia.

Psicologo e Psicoterapeuta, diplomato "ATTORE E OPERATORE DI TEATRO SOCIALE" presso la Scuola di Teatro Sociale Isole Comprese, nel 2007.

Conduttore di gruppi teatrali e psicoterapeutici oltre che di integrazione tra due mondi così simili e diversi allo stesso tempo.

All'attivo vari laboratori di teatro sociale tra cui quello all'Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG) di Montelupo Fiorentino. Nel mese di giugno 2011 il laboratorio ha portato, con la collaborazione di Isole Comprese Teatro, alla realizzazione di una performance dal titolo "MURI".


                                www.scuolateatrosociale.it